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giovedì 16 settembre 2010

eco heart bag

Non so voi, ma spero che in un futuro prossimo tra le destinazioni di massa per le vacanze non sia contemplata "Plastic Island" e che magari, con il tempo, non sia diventata un arcipelago...
Spero che Leone possa vivere in un mondo più lento e profumato. 
Nel mio piccolo ci provo comprando shampoo in confetti ,cercando di fare il più possibile la spesa a km zero e stando attenta ai detersivi vari per casa (il vero mastrolindo è l'aceto, fidatevi). Ma c'è una cosa di cui sono certa: l'ecologico può essere stilosissimo!
Ne è convinta anche la commessa che sabato mattina in cassa mi ha visto sfoggiare il mio cuore eco.Non vedevo l'ora di dirle: "No, grazie, il sacchetto non lo voglio!" e di aprire in un attimo la mia borsa pieghevole!
"Bella!"
"Grazie , l'ho fatta io!". Fierissima.
 Idea regalo per amiche affette da improvvisi attacchi di shopping compulsivo, personalizzabili, saranno presto disponibili online, il tempo di finire di mettere a posto il negozio su Etsy e presentarvelo qui.
Plastic sucks!






10 regole per salvarsi dall'Armageddon

Quando ti nasce un pargolo senti un senso di responsabilità infinito nei confronti della Madre Terra, ma ancor di più ti viene quella fregola incredibile di non schiaffargli addosso qualsiasi tipo di prodotto non bio e affini. Non so quante etichette ho letto e quanti nomi astrusi ho assimilato. Poi ti fermi un secondo e pensi alla quantità di rifiuti che il tuo piccolo essere riesce a generare al secondo, quindi ti fermi e gli dici: " Amore, ma allora sei tu la causa del Global Warming?"
La soluzione e la verità sta ovviamente nel mezzo e per mezzo intendo un qualsivoglia "media" che possa far capire a madre/padre e figlio come declinare verso scelte responsabili. La parola sacra è consapevolezza. Vorrei far crescere mio figlio consapevole di ciò che gli sta intorno, se conosci sai amare e rispettare, se sai amare e rispettare cresci e ti strutturi su una legge morale personale e condivisa. La ricerca per trovare gli strumenti giusti sarà certamente difficile, eppure si dice siano le cose più semplici ed immediate a segnare il giusto percorso.
Melanie Walsh è una signora inglese che scrive ed illustra libri animati per bambini, tra i tanti e bellissimi soggetti ne ha pubblicato uno che, a mio parere, dovrebbero sfogliare tutti: 10 cose che posso fare per aiutare il mio pianeta. Il libro raccomanda tante piccole azioni che insegnano a non sprecare energia inutilmente e a conoscere la natura per prendersene cura. Dieci piccoli incoraggiamenti che anche i più piccini potranno intendere con facilità.
Ebbene possiamo dirlo. Saranno loro a salvarci dall'Armageddon!




Ovviamente lo potete comprare su internet: Editoriale Scienza
La signora Walsh ha un fantastico Flickr nel quale potete vedere molte delle sue illustrazioni.

Ho trovato anche questo fantastico ippopotamo!



mercoledì 15 settembre 2010

La voce ai papà: puntata numero 1. L'enciclopedia di Sveva

Simone è l'Elio dei bloggers. Simone ha cultura, Simone quando parla è sempre serio...o quasi,
Simone è professionale, Simone ha un pregio unico: sa dare buoni consigli e dice sempre la verità. Oh sì, sì, Simone non ti direbbe mai, con aria da ostetrico navigato, che ti verrà il seno bluastro ad un certo punto della gravidanza adducendo prove concrete di vita vissuta in casa.
Simone non lo farebbe MAI.
Purtroppo l'ha fatto e stavo cadendo dalla sedia.
Come avrete capito Simone, oltre ad essere il giovane papà di Sveva, è un burlone impunito.
Qui di seguito il suo prezioso e personale contributo alle Funky Mamas, un testo aperto e genuino che si chiude con un ottimo consiglio.
W i papà e W Frizzi Frizzi

"Prime settimane.
La prima cosa che ho imparato da mia figlia, anche se ancora non sapeva parlare e la sua voce potevi solo immaginarla dai pianti ininterrotti e dai rutti in faccia, è che quando hai un affarino come quello tra le braccia l’ultima cosa che devi fare è mentire a te stesso.
Perché quando sei nel pieno di una colichetta - nome che, a sentirlo, suona quasi innocente, ma è solo un eufemismo per indicare il lamento più diabolico che mente di padre possa mai sentire - far finta che stia andando tutto bene, che è normale, che sei tranquillo e prima o poi passerà, giusto cinque minuti poi potrai tornare a riposare… no, non è così che funziona. Non riposerai finché non confesserai a te stesso tutto quel che provi, finché non farai, da solo ed in silenzio, o al limite sussurrando a mo’ di cantilena, una vera e propria seduta psicanalitica con te stesso.
Perché la bestiolina percepisce tutto. Sente l’odore della paura, come le fiere e i bulletti. Come un indiano che accosta l’orecchio al terreno per sentire carovane di giubbe blu e mandrie di bufali, lei sente i tuoi nervi vibrare come le corde di un basso. E se la canzone che suonano i tuoi nervi non le piace, puoi scordarti di tornartene a dormire.
Mentire a se stessi, ripetere come un mantra “sono tranquillo, sono tranquillo” non fa altro che peggiorare le cose.
Lei sa. L’unica soluzione è dire tutta la verità. A bassa voce, per non svegliare la mamma.
E la verità è semplice e universale. In quel momento vorresti buttarla giù dalle scale. Perché non la smetti di piangere? Perché sto qua invece di stare a dormire o a bere in un bar. Anche lavorare, ora, sarebbe il massimo.
Non puoi far finta di non pensarle, queste cose. E in quel momento la mente è lacerata dai sensi di colpa - ricorda che hai ancora in braccio la pupetta e, inutilmente, cerchi di trovare il ritmo di cullata perfetto, se non per farla addormentare, almeno per farla smettere di piangere, per avere almeno un po’ di tregua sonora - e il peggio è che non puoi confessarlo a nessuno. A chi vorresti dire che tutto ciò che vuoi fare è prendere e andartene e abbandonare tutto, o peggio ancora buttare l’innocente creatura giù per la rampa di scale? A nessuno, ovvio. Queste cose si pensano ma non si dicono. Anzi, sei un padre snaturato anche solo a pensarle.
Tutto sbagliato! Queste cose si pensano. Lo hai pensato, no? E si devono anche dire.
Ma a chi? Scartando la suocera, che non è proprio il caso, o la tua compagna che è ancor meno il caso - povera, prima il parto poi le notti senza dormire, poi gli ormoni che impazziscono - ecco la soluzione: a lei, alla bestia infernale che si dimena e urla tra le tue braccia sapientemente in posizione “colichetta”. E’ a lei che devi dire la verità perché il demone che si è impossessato di te ce l’ha messo lei nella tua testa.
E allora, sempre a bassa voce, confessa tutto. Dille tutto. Con calma, ma tutto.
Le parole usciranno da sole e pian piano, senza accorgertene, entrerai in contatto con il ritmo dell’Universo. Il demone se ne andrà, almeno per le prossime 2/3 ore, e il tuo ballonzolare a destra e a sinistra diventerà il ritmo perfetto, il respiro di Dio, e dalla nuda e cruda verità scoprirai che dalle tue labbra usciranno melodie inaspettate. La canzone giusta, al momento giusto, con un’intonazione che non sapevi neanche di avere. E dondolando dondolando raggiungerai il primo gradino dell’illuminazione paterna. Lì, ad occhi chiusi, in salotto, mentre il cane di tua suocera russa sul divano, passerai dalla verità alla Verità.
Lei, tua figlia, passerà da potenziale vittima di infanticidio ad astro che illumina la tua vita e in un tripudio di la-la-la la colichetta lascerà il suo corpo senza bisogno di esorcismi e la pace regnerà in terra, per gli uomini di buona volontà. Tu.
E ora a letto. Il prossimo turno tocca a sua madre. Cazzi suoi.

La sua prima enciclopedia.
Mentre la casa si va riempiendo di libretti gonfi con su gattini, scimmiette, gatti col fiocchetto, denti di dinosauro, cani pelosi, fate con gli occhiali da sole… tutte cose che adora e che conosce a memoria, dopo un po' se non si annoia lei si annoiano di sicuro la mamma ed il papà.
Ma un buon vecchio blocco ed una penna possono risolvere una piovosa domenica pomeriggio: visto che Sveva chiacchiera a tutto spiano abbiamo fatto una lista delle parole che sa ed abbiamo iniziato a disegnarle creando "la sua prima enciclopedia illustrata". Ovviamente in progress. Man mano che ne impara (e noi ce ne accorgiamo) di nuove le aggiungiamo.
Così lei gioca e allo stesso tempo "ripassa". E rimarrà, se non lo distrugge prima, un ricordo incredibile da tenere in libreria.
Unico problema: i concetti astratti. Mentre "saltare" e "correre" riesci comunque a disegnarlo per "bello", "ancora" e "mio" abbiamo qualche problema."


La fortuna di chiamarsi Wang



Pensate al capo giapponese più tipico: il kimono, miniaturizzatelo, mettetegli tutta la comodità di un capo ready to wear, coloratelo di fucsia ed affini e puntate tutta la vostra attenzione sulla Mela più grande del mondo. Voilà, la collezione di Lucky Wang è servita! Kimono, body kimono, vestitini kimono style, t-shirt kimono oriented per piccini. Vista la collezione è evidente che il cognome Wang sia particolarmente adatto in fatto di professioni nel magico mondo della moda. Tanto per non perdere diottrie solo ed esclusivamente su capi indossabili da un adorabile folletto, vi consiglio di sbirciare (solo sbirciare) la collezione Fall Winter 2010 della Wang per i "grandi" ovvero Vera Wang. Nemmeno a dirlo, sia Lucky che Vera sono di New York. Per Lucky esiste uno shop on line, per Vera innumerevoli boutiques .

p.s Non fatemi mai sapere se andrete all'altare con il miniabito, morirei d'invidia.

Qui di seguito qualche foto della collezione per baby samurai, anche qui da morire d'invidia.


martedì 14 settembre 2010

Family vintage

 Mentre nel mondo dilaga la mania per il vintage , scopro di essere in possesso di alcuni pezzi piu' unici che rari!
A caccia di tesori dimenticati nella vecchia soffitta della nonna e nei meandri piu' remoti del box di mia mamma mi ritrovo a doverle ringraziare di aver custodito con cura pezzi della loro vita che indosserò con affetto e orgoglio!

Avreste dovuto vedere la mia faccia quando sono inciampata in questo montone ricamato!
L'ho indossato in un batter d'occhio e ho chiesto incredula a mia mamma:"Ma questo?"
"Ah, è vecchissimo, l'ho riportato da un viaggio in Iran nel 1975, l'ho comprato per tua nonna da un artigiano, perchè lo metteresti?"


Lo metterò? Non vedo l'ora che arrivi il freddo! Non vedo l'ora!


Adoro anche gli occhiali enormi di mamie (è così che chiamavo la mia nonna materna, francese).
Ma la cosa piu' carina è che questo è un Grandmothers total look!

                                               

Infatti sotto il cappotto indosso un vestitino che ho sfruttato praticamente tutta l'estate: una vecchia camicia da notte della mia nonna paterna C.M. Carolina Mazzei!

                                      

E non è finita qui..
.altri tesori, altri post!

Hi my name is Chiara and the Cat is on the table

Mi sembra doveroso, prima di ogni sproloquio su varie ed eventuali fare una presentazione come si deve. Quando uno mette sul piatto i suoi gusti e le sue vanità ha il dovere di metterci la faccia e raccontarsi quel tanto per essere inquadrato da chiunque. Dunque eccomi esposta al ludibrio pubblico e sintattico. Non riesco a descrivermi con una canzone ed obiettivamente neppure con qualche massima intellettuale, mi piacerebbe ma non sono in grado di farlo. Posso solo dirvi che sono alta, bionda, fighissima e risulto molto elegante anche con un sacco di juta addosso. Sono molto meglio di Kate Moss insomma, un tipino acqua e sapone.
Ovviamente sto mentendo spudoratamente.
Sono una donna, una mamma, una compagna, una lavoratrice, un'amica, ho molti limiti, qualche pregio, innumerevoli difetti. Non posso tediarvi con aneddoti simpatici sulla mia infanzia e neppure inzupparvi di parole sulla vita che attualmente conduco ma scrivo su Funky Mama's Bla Bla Bla, per cui mi concentrerò sul fatto più sconcertante dell'ultimo anno: Riccardo, mio figlio.
Ancora oggi non riesco ad inquadrarmi come madre di qualcun altro, è troppo comodo essere figli e quando i rapporti si invertono il processo di cambio di ruolo risulta parecchio difficoltoso. Ho passato mesi ad arrovellarmi su questo passaggio generazionale, alla fine mi sono annoiata e l'ho piantata lì, sapete perchè? Riccardo è un bambino sereno e gioioso, si illumina quando vede me ed il suo papà quindi ho abbandonato i punti di domanda e lo seguo con estremo stupore nella sua crescita, rispettandolo e guidandolo. Nel momento in cui ho mollato le briglie, ho smesso di parlare con chiunque ed ovunque di cacche e pannolini e sono diventata una donnafigliamadre e quindi Chiara.
Ecco, io sono quest'accozzaglia di sostantivi.

This is Who I am

Piacere di conoscervi.

ph. courtesy of CComar

lunedì 13 settembre 2010

Funky Mamas Bla Bla Bla

                                                                                      

Siete pronti per la funky mamas revolution?
Noooooo?
Non preoccupatevi! Basterà seguire passo passo il nostro mini tutorial e "pouf", sarà facile come Mary Poppins e il salto nel disegno del madonnaro.

1- alzate il volume dello stereo 
2- assicuratevi che i pargoli siano muniti di calze antiscivolo
3-spettinate il vostro martirio 
4-saltare, ballare, cantare, sudare

Di più, ancora un pò, ci siamo quasi...

Se avete seguito per benino le istruzioni dovreste essere nel perfetto mood per affrontare la più spettinante rivoluzione del 2010!

Rockingchair, nella sua logorria da sotto casco del parrucchiere, aveva la necessità di potersi esprimere a 360°; così tra un bla e un altro, Chiara ed io, abbiamo deciso di far evolvere il blog di pari passo con la nostra esperienza da mammizzate.

Oltre ad essere amiche da tanto tempo, abbiamo avuto la fortuna di condividere una delle tappe più importanti della vita di una donna: si, quella che ho definito fin qui rivoluzione è la magia della maternità.

Leone e Riccardo hanno solo 3 settimane di differenza. Per loro ho iniziato a cucire bava-bandana, per loro ho inventato le Sbag ed è grazie a loro che che abbiamo dovuto dare un nuovo scossone alla nostre vite!

Non starò a presentarvi Chiara con molte parole, ne basta una: OOAK (da one of a kind, pezzo unico)
E' un'amica, la mia. Di quelle che sanno spiegare quello che pensi meglio di come lo faresti tu. Ah! Non è una frase così, detta per dire, lo ha fatto davvero....and i love her.

Quindi, d'ora in poi, il blog sarà un chiacchiericcio di mamme su ricette, tutorial, pupazzi, giocattoli, camerette, moda bimbi, moda panze, pannolini, panni sporchi e  trucchetti vari per la sperimentazione sullo sdoppiamento di persona!

Funky Mamas Bla Bla Bla,
questa frase ci calza meglio della scarpetta al piede di Cenerentola.

Siete pronte?

Noi siamo prontissime.
 

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