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lunedì 18 ottobre 2010

Libercoli utili e geniali, come una volta.


Mi capita di avere al fianco una malata di shopping. Miss E ha qualche difficoltà a trattenersi, non lo fà apposta, è fatta così e basta quindi bisogna metterci una pietra sopra e far finta di niente. Bisogna dire che la ragazza ha "occhio", se c'è qualcosa di bello lo acciuffa al volo sorniona e felina. Ha ufficialmente dei radar appositi. Se ho bisogno di qualcosa chiedo a lei, in un secondo mi risolve la vita perchè io, al contrario, non amo fare shopping, mi scoccio un po'.
Tutto questo preambolo per dirvi che Miss E ha colpito ancora e ha regalato a Riccardino un libercolo stupendo, scovato in una libreria polverosa di Venezia.
Si chiama "Gli gnomi mangioni". E' un quaderno a righe, di quelli che usava il mio papà alle elementari, l'etichetta del titolo è applicata a mano e dentro è tutto scritto con grafia da infante. Le illustrazioni meravigliose. Questo piccolo gioiello è un libro di ricette per bambini, di quelle buone e bilanciate tirate fuori dalla tradizione delle nonne. Ogni ricetta è come se fosse una favola, il "the best of" di ogni gnomo: a Carlotto vanno gli gnocchi, a Burletto la crema di piselli a Tonino lo spezzatino, ma non manca la crema del leprotto ed il risotto con il sole. Una meraviglia perchè quando il piccolo teppista mi farà le ordinazioni potrà dirmi con enfasi: "Mamma Ia, mi fai la crema di nuvole?"
Come avrete sentore adoro questo genere di "prodotti". Sono amati, referenziati ad un territorio, intelligenti e ben fatti. Ne "Gli gnomi mangioni" non c'è solo l'intento ludico di far divertire i bambini con il cibo, ma la raffinatezza di farlo con stile e a casa, la qualità della creatività di una piccola casa editrice di Vittorio Veneto che si chiama Kellermann.
Sul loro sito tanti altri Quaderni e moltissimi autori, in più se amate gli alberi guardate un po' cosa si sono inventati > TreeBook. Avete avvistato un albero matusa? Segnalatelo! E' un'opera divina da conoscere, proteggere e raccontare!

sabato 16 ottobre 2010

Ma quando si lava i capelli Rachel?

Sono ufficialmente sotto sopra!
Vi sarete accorti che il post sulle paperelle faceva acqua da tutte le parti...ahahahahahahaha...no e? non fa ridere? Un po' si, dai!
Ecco, mi sono già persa!
Quello che volevo dire è che non tutti i giorni riesco a sedermi tranquillamente davanti alla tastiera come vorrei per poter scrivere  le mie impressioni e condividere piccoli e grandi pensieri della mia funky Mama life.
101 cose stanno accadendo, assolutamente improvvise e improvvisate, da quando Chiara ed io abbiamo deciso di iniziare quest'avventura!
Da settembre ad oggi , grazie al blog, abbiamo conosciuto persone incredibili e con ognuna di queste adorabili persone stanno nascendo progetti, eventi e collaborazioni! Non mi aspettavo la metà di tutto questo!
Dell'incontro con le ragazze di Moine e versetti e con Chiara di café bijoux abbiamo già parlato. Quello che non sapete è che abbiamo avuto l'onore di conoscere Camilla di Zelda was a writer l'altra sera, bhè, non dirò nulla a proposito, basta guardare la foto per capire come è andata: sembriamo amiche di vecchia data in libera uscita! E che uscita!
Ovvio, ne è venuto fuori un pastrocchio di idee da portare avanti assieme!
Nel tutto devo finire di cucire un paio di Sbag! che mi sono state commissionate, Leone sta tirando fuori altre zanne , devo continuare ad allestire il negozio e devo preparare uno stand per un super evento di cui vi parlerò non appena le idee saranno più chiare.
Ora la domanda nasce spontanea: avete presente quei blog americani di queste super mamme che vendono le loro creazioni, fanno foto incredibili tutto il giorno, hanno la casa stra in ordine e pulita, hanno i pargoli abbigliati di tutto punto e sono sempre con unghie, trucco e parrucco perfetto?
Ma come fanno? A che ora si svegliano?Alle quattro del mattino?Ma quando se li lava i capelli Rachel?


venerdì 15 ottobre 2010

Paperella a chi?





Avreste dovuto vedere la mia faccia a punto di domanda quando, al telefono con mio fratello G, sento in lontananza la sua donna esclamare felice: "olè, sono arrivate le paperelle!!!".
Ah si? Quasi 30 anni di ometto e delle paperelle in arrivo?
Poi pensando un attimo alla collezione di toys per adulti di mio fratello non ci ho fatto più di tanto caso. Punto di domanda rientrato. 
Avrei invece dovuto  pensare subito a qualcosa di stiloserrimo, altrimenti la mia amata sister in love ( si lo so si dice in law, ma a noi ci piace di più così, e allora?) avrebbe chiamato la security di Vasco pur di non far entrare altra oggetitstica in casa...e infatti!
Attenti a non chiamarle paperelle, queste son luxury duck, me ne sono innamorata appena le ho viste!
Il bagno di mio fratello è ormai invaso e mio figlio Leone non fa il bagno senza la sua duck nera coi teschietti ragalatagli dagli zii <3
Ce n'è davvero per tutti i gusti: grandi, piccole, in set da tre o appese a un portachiavi.
Per non parlare dei secchielli bud tubs che desidero ardentemente, oh si!
Chi me ne regala uno?


                source



giovedì 14 ottobre 2010

Dita nel naso? Volentieri grazie.



Da oggi tutti con le dita nel naso! Evvai! Sarò impazzita? Al contrario. Sono lieta di presentarvi Finger in the Nose, brand parigino con una fortissima attitudine al Rock'n'Roll, amante del jeans e delle cose belle, ma anche comode. Sfogliare il loro catalogo è un piacere, tanto stile e l'ispirazione è realmente vicina agli outfit delle star internazionali, solo che i capi sono comodi e ben proporzionati pensati con occhio pratico per vestire i più piccini.
C'è il look Rock, Rockabilly, Grunge e Pop Rock declinato in varie forme e colori. Le grafiche sono forse un po' troppo serie per i più piccoli, ma questo piccolo neo viene del tutto dimenticato considerando l'equilibrio e la grande scelta che offre la collezione. I jeans poi sono tutto un piacere. Volete lo stone wash? C'è. Il raw denim? Anche quello. Li volete in velluto, a scacchi, gommati? Scegliete il colore. Lo stesso vale per le giacche invernali, dal piumino alla giacca college.
Finger in the Nose ci piace perchè ama curare i dettagli, perchè oltre allo stile c'è un'ottima qualità e tanto comfort per i baby rocker di tutto il mondo. Il loro negozio parigino è così lontano dai cliché da sembrare una boutique di ricerca, di quelle che diventano subito dei "must see" per le stylist di tutto il mondo. Avreste mai pensato di andare a fare shopping per il baby in in negozio di design tutto nero? Se passate da Rue de Saintonge nel cuore del trendissimo Les Marais, ficcatevi le dita nel naso e puntate il numero 60.
Volete la pagina FB > Eccola
Volete comprare due cosine? Alè > shop on line





mercoledì 13 ottobre 2010

La temperatura perfetta, il cacca radar e il mostro "Mmmio"

Ci sono mattine durante le quali mi godo il mio status di funky Mama con la gratitudine nel cuore!
Ieri era una di queste, con il clima perfetto e una bellissima luce.
La pelosa al guinzaglio  era stranamente  muta, Leone quieto nel passeggino ed io stra comoda nei miei pantaloni della tuta oh yes!
Ma la perfezione si sa, non è di questo mondo!
A turbare il quadro idilliaco ci si mette un bel biondone, razza Labrador, un muso tutto da mordere, concentrato a costruire una piramide di cacca.
Tra i vantaggi di abitare in un posto con tanto verde dovrebbero esserci le passeggiate con tuo figlio, privilegio che diventando mamma perdi immediatamente, trasformandoti in un cacca radar, precedendo ogni passo di tuo figlio e salvandolo dallo sprofondamento certo nella melma melmosissima!!!!
Non conto nemmeno più le volte che mi è capitato, sfoderando il mio miglior sorriso, di tirare fuori dalla mia Sbag (borsa passeggino) un sacchetto: "Signoraaaaaaaaa!Ha dimenticato a casa uno di questi? Non c'è problema, ce l'ho ioooo!"
Le risposte più frequenti sono due, in  base alla mole dell'animale solitamente. I padroni di quelli grandi ti guardano esclamando:" Hai visto cosa fa? Ci vorrebbe una pala!" mentre i padroni dei topini si stringono tra le spalle con un :" Dovrei, ma che schifo!"
E no. Che schifo tu!

Proseguiamo quindi alla volta del parco giochi, dove dopo aver installato Leone nell'altalena (chi l'ha inventata?Genio!) riesco a scattare una foto delle pochette cucite la notte prima, a caso, ma riesco a immortalarle. Fatto!

Giusto il tempo di rimettere in borsa la macchina fotografica e scatta l'allarme. MA      MMA, non lo so perchè lo dice così staccato ma lo dice così, che poi tradotto significa tirami giù, sono già stufo, voglio correre a destra e a manca.


Op Op Op, scatto felino e raggiungo il teppista che è già a tre metri da me, braccia aperte e sorridente si dirige verso due bambini più grandi quand' eccolo apparire: è lui , il mostro Mmmmmio!
I due bambini afferrano in fretta e furia i loro tesori, che poi sono una palla e due macchinine urlando :"E' mmmmmio!E' mmmmmmmio"
Mamma che paura! Orrore!
Leone, avendo solo 14 mesi rimane impietrito, io con lui, ma vedo le loro mamme arrivare, uff, ci salveranno loro!
E invece: "Tranquillo amore, non te li prende nessuno!"
AAAAAAAh, il mostro MMMMMio si è mangiato le mamme e poi è entrato dentro di loro, corri Leone, scappiamo!
Che bruttura, che tristezza! Ma da oggi questa sarà la mia missione, sconfiggerò il mostro, costi quel che costi!
Eppure non mi sembra di notare questo atteggiamento tra Riccardino e Leone, comunque li sproniamo spesso a passarsi le cose, riusciremo a far passare il messaggio?
Mentre la mia mente stava ancora elaborando piani diabolici per la dura missione, assisto felice ad un atto di suprema condivisione, visto che si tratta di uno dei tesori più importanti sia per la pelosa, che per il terremoto, occhi negli occhi, un morso io, un morso tu.
E il mostro non c'è più.

martedì 12 ottobre 2010

Educazione alla bellezza



Si dice che viviamo negli anni dell'immagine e dell'apparenza. L'occhio è lo strumento umano che più di tutti si affatica in questa realtà piena di frame colorati ed ingannevoli, a volte poveri e grotteschi. Ognuno di noi ha la sua colpa in questa mercificazione della vista nella quale il senso critico viene sempre di più a mancare. L'estetica e quindi la dimensione del bello sono una componente umana molto forte, l'armonia delle forme è sicuramente fonte di strenue ricerche fin dall'antichità e la discettazione filosofica di ciò che davvero rappresenta l'estetica ha riempito tomi infiniti da Socrate a Kant, Kierkegaard, Heidegger ed oltre. Mio figlio non discerne ciò che viene comunemente definito "il bello" da "il brutto", si basa sulla sua pancia e perciò decide in base a ciò che gli piace e non piace. Nel suo piccolo ha una sensibilità estetica innata, questa purezza va preservata e per farlo necessiterà di strumenti e percorsi così da fare in modo che il suo senso per il bello non scada nell'ovvio più comune. Educare al bello, aiutare i piccoli a muoversi tra i significanti, questo non ci preserverà da oceani di immagini, ma i loro occhi saranno in grado di osservare con profondità e senso critico.
Nel pieno delle mie riflessioni ho cercato e spulciato il web. Ho trovato questo saggio di Marisa Musaio > La pedagogia del bello Non credo sarò mai in grado di leggerlo e comprenderlo al completo, ma anche solo degli spunti saranno preziosi.
Io mi auguro davvero che gli educatori di oggi e domani non dimentichino mai quanto la loro azione sia fondamentale per costruire un mondo più bello.

Di seguito un po' di immagini belle fatte da quattro occhi criticoni, giusto per dissacrare un po' il mio post!




domenica 10 ottobre 2010

Camminando tra i canali del Nord.





Qualche giorno fa mi è capitato di passare un paio di giorni ad Amsterdam. Niente di rilassante e vacanziero, al contrario. Ad ogni modo si è sempre in una città straniera, per cui la voglia di ficcare in naso ovunque è fortissima! Purtroppo il tempo libero a disposizione è stato a dir poco nullo, ma sono riuscita a fare faville. Quasi, quasi non ci credo neppure io.
Amsterdam è una città positiva e giovane, l'acqua, le biciclette ed il verde la rendono bella e comoda da vivere. Europea, elegante e pioniera sotto molti aspetti è questa l'impressione che ho di questa vecchia signora. Parlando con la gente che la abita scopri che la macchina non la usa nessuno perchè costa troppo, la lingua più parlata dopo l'olandese è l'inglese, prendere l'autobus dopo la mezzanotte non è un potenziale suicidio ed in pochissimi fumano le sigarette che fanno ridere. Ciò detto ai miei amici olandesi non farà strano sapere che nel 1871 Betsy Perk andò contro la società dell'epoca e decise di supportare il business al femminile. Tradotto: dato che due secoli fa per le signore della classe media e alta lavorare per guadagno era "sconveniente", la buona Betsy le spinse a cambiare idea. Il successo fu strepitoso, così tanto che l'organizzazione di Betsy esiste ancora oggi ed io l'ho trovata! La Tesselschade-Arbeid Adelt (TAA) ha la sua sede in un grazioso palazzetto d'epoca, la sua vetrina è piena di tante cose interessantissime e di fianco al negozio c'è anche un laboratorio. Lì le signore e signorine di oggi possono trovare supporto per i loro affari, purché siano fatti a mano . L'animo della TAA non è solo quello di aiutare le piccole (o grandi) realtà femminili, ma svolge anche un importante ruolo nella conservazione di tutta la tradizione del hand made.
Volevo trovare qualcosa di speciale ed interessante per tutte voi, credo di averlo trovato! Un po' per fortuna ed un un po' per karma.
La prossima volta che andrò in The Dam, ho già degli indirizzi molto interessanti, anzi un intero quartiere nel quale, mi dicono, continuano ad aprire negozietti particolari e "personali". Sono certa che molte delle iscritte al TAA avranno là una piccola vetrina. Can't wait!





 

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